Guerra in Afghanistan, sulle tracce della verità (prima parte)

Quest’oggi, Mercoledì 17 Settembre 2009, a causa di un attacco alle forze armate italiane stanziate in Afghanistan, sei milari sono deceduti ed altri quattro sono rimasti gravemente feriti. Dall’invio del contingente italiano in terra straniera i connazionali ucciso sono circa 20. Morti necessarie? Morti di cui andare fieri?

Orazio ripeterebbe quel famoso “dulce et decorum est pro patria mori“? L’opinione pubblica del Paese è divisa. Il cordoglio unanime. Ma possiamo davvero andare fieri del sacrificio dei nostri soldati?

In base a delle ricerche compiute in internet (su fonti tutt’altro che affidabili come wikipedia o blog stranieri) proverò a ricostruire le tappe della guerra, le vere motivazioni del conflitto e – magari – quali saranno le successive mosse del contingente Usa. La pista più accreditata è quella del petrolio. Ma partiamo dal principio.

Afghanistan ed Iran sono stati teatro delle operazioni belliche degli ultimi otto anni.

Afghanistan ed Iraq sono stati teatro delle operazioni belliche degli ultimi otto anni.

Dieci giorni dopo l’attentato dell’11 Settembre 2001 l’amministrazione Bush inoltrò in Afghanistan un ultimatum: Consegnate Osama Bin Laden e tutti i capi dei talebani ( chiusura dei campi d’addestramento dei terroristi annessa) altrimenti verremo a prenderli noi con la forza. La risposta negativa dei Talebani, pervenuta mediante ambasciata pakistana, non si fece attendere: non consegneremo Bin Laden in quanto non vi è alcuna prova che lo leghi agli attentati.

Ma c’è di più. Come riportato da Wikipedia:

Sembra che il 4 ottobre i Talebani proposero in segreto al Pakistan la consegna di bin Laden, e ne chiesero il processo in un tribunale internazionale sottoposto alle leggi della Sharia. Si suppone che il Pakistan rifiutò l’offerta. Verso metà ottobre, alcuni membri moderati del regime talebano incontrarono gli ambasciatori statunitensi in Pakistan per trovare un modo di convincere il Mullah Omar a consegnare bin Laden agli Stati Uniti. Bush bollò le offerte dei Talebani come “false” e le rifiutò. Il 7 ottobre, poco prima dell’inizio dell’invasione, i Talebani si dichiararono pubblicamente disposti a processare Bin Laden in Afghanistan attraverso un tribunale islamico. Gli Usa rifiutarono anche questa offerta giudicandola insufficiente.

Solo il 14 ottobre, una settimana dopo lo scoppio della guerra, i Talebani acconsentirono a consegnare bin Laden a un paese terzo per un processo, ma solo se fossero state fornite prove del coinvolgimento di bin Laden nell’11 settembre.

In effetti, fino al 2004, Osama Bin Laden si era sempre dichiarato estraneo agli accadimenti dell’11 settembre 2001. Solo poco prima delle elezioni presidenziali del 2004 venne rinvenuto un messaggio video del “Principe del terrore” in cui quest’ultimo affermava l’esistenza di relazioni tra gli attentati alle torri e Al-Qāʿida. Venne poi ritrovato, era il 21 maggio 2006, un messaggio audio pubblicato in un sito internet, in cui Bin Laden ammetteva di aver personalmente addestrato i 19 terroristi dell’attentato.

Anzi, a quanto pare, ben prima dell’11 Settembre graduati statunitensi avevano informato il ministro degl esteri pakistano, Niaz Naik, di un futuro attacco in terra afghana. Non vi avrebbero rinunciato neanche in caso di consegna di Osama Bin Laden. Come vedete già l’inizio della vicenda non è dei più limpidi.

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~ di giudaballerino su settembre 17, 2009.

6 Risposte to “Guerra in Afghanistan, sulle tracce della verità (prima parte)”

  1. Sono molto ansiosa di leggere il seguito, sono molto interessata al discorso.

  2. Non appena possibile – leggi domani/dopodomani – provvederò a scrivere la continuazione 🙂 A presto!

  3. ma per favoreeeeeee!!! tante cose non sn spiegate bene qui!!!! nessuno in occidente sa la verità, nessuno sa chi sono i Talibani!!!
    ma cmq tutto quello che ha fatto l’idiota Bush era criminalità assoluta, a partire dalla guerra in Afganistan fino alla guerra in Iraq, questo a non parlare del assalto di Gaza!!! e gli 11.9 ke è stata assolutamente opera sua.
    ke Dio maledica questo cane chiamato Bush

    • Credo che nessuno di noi sia in grado di conoscere la verità fino in fondo. Su questa, e su tante altre storie simili, servono fonti molto in alto che difficilmente ci racconteranno mai come sono andate le cose. Quel poco che si riesce a capire è tutto frutto di riscontri esterni o fonti indirette.

  4. grz.. ci hai aiutato a finire la nostra relazione su l’aatualià.. grz di cuore

    • “Prg”, almeno è servito a qualcosa l’articolo. Spero che nella relazione ci sia qualche vocale in più però! : )

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